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DIALOGHI DI MILANO


MARINA PREVITALI – DIALOGHI DI MILANO

 

a cura di Flaminio Gualdoni e Maurizio Cucchi

ideazione e organizzazione: Lorenzo Valentino
dal 15 novembre 2018 al 18 aprile 2019

 

Presentazione Dialoghi di Milano
Lorenzo Valentino

 

Platone è stato uno dei più attenti e profondi osservatori della polis. Ne ha studiato le leggi, ha prospettato le diverse forme di governo e ha posto a fondamento della convivenza civile l’idea del bene e del bello. Muovendo dalle feconde suggestioni che i Dialoghi ci hanno trasmesso intendiamo qui organizzare una serie d’interventi dedicati alla rappresentazione odierna della città di Milano; città che diventa quindi, nella sua complessa stratificazione di senso, il soggetto principe della manifestazione, con un’attenzione preminente sui valori che il Nostro ha posto a fondamento della polis e che ancora oggi troviamo vivi e attuali nella vita quotidiana della metropoli. L’idea della bellezza, trasversale all’intera produzione platonica, sarà declinata nelle voci plurali e contestuali al “fare, all’essere, al piacere, all’ispirazione poetica, all’amore, alla felicità, all’arte, al sacro, ecc”. L’articolazione per immagini e parole dei concetti fondamentali porterà al coinvolgimento delle più autorevoli personalità che la città esprime nei rispettivi ambiti di rappresentanza; la specificità dei loro interventi getterà immancabilmente nuova luce sul “non ancora detto” che la città dissimula nel suo rapporto di organica immedesimazione con le tematiche evidenziate. La manifestazione si completa con una mostra di pittura dell’artista Marina Previtali su Milano e si concluderà con una lettera dedicata alla città, scritta da parte dei più attenti e sensibili intellettuali che operano in Lombardia. In conclusione si può dire che la dimensione corale dell’evento rifletterà un impianto narrativo circolare che il corpo della città sarà certamente in grado di accogliere nel proprio universo di significati per avvalorare gli apporti delle differenti e qualificate presenze testimoniali riferendole a un contesto di verità socialmente determinata. E’ prevista la pubblicazione degli interventi.


CALENDARIO EVENTI   2018 – 2019

22 novembre 2018, ore 18.30
Urban Sceneries – Milano, FLAMINIO GUALDONI. Storico dell’arte

29 novembre 2018, ore 18.30
Collezionismo e mercato dell’arte, GIUSEPPE IANNACCONE, MIMMO DI MARZIO, ANTONIO ADDAMIANO. Collezionista-Artista Giornalista Il Giornale-Gallerista

1 dicembre 2018, ore 18.30
Dieci cose da sapere sull’arte contemporanea, ALESSANDRA REDAELLI, LOREDANA GALANTE. Critico d’arte-Artista. Presentazione libro con piccolo concerto

13 dicembre 2018, ore 18.30
Arte e Natale a Milano, STEFANO ZUFFI. Storico dell’arte

15 dicembre 2018, ore 18.30
Parole in silenzio e scagliole, FLORIANA SPALLA. Storico dell’arte. Presentazione libro con piccolo concerto

17 gennaio 2019, ore 18.30
I non luoghi del culto e della bellezza, ANGELO CRESPI, LUIGI MASCHERONI. Scrittore-Giornalista Il Giornale

24 gennaio 2019, ore 18.30
Comporre Milano, FILIPPO DEL CORNO, MAURIZIO CUCCHI, GIACOMO MANZONI. Assessore alla Cultura del Comune di Milano-Poeta-Compositore

31 gennaio 2019, ore 18.30
Comicità e opera, ROBERTO BRIVIO, ENRICO BERUSCHI. Chansonniers

7 febbraio 2019, ore 18.30
“La lettura” del quotidiano, GIANLUIGI COLIN, GIANGIACOMO SCHIAVI. Artista-Giornalista Corriere della Sera

14 febbraio 2019, ore 18.30
Arte e dintorni…, SEBASTIANO GRASSO, MAURIZIO CUCCHI. Giornalista Corriere della Sera-Poeta

21 febbraio 2019, ore 18.30
Fatti di lettere, ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI, MAURIZIO CUCCHI. Giornalista Corriere della Sera-Poeta

28 febbraio 2019, ore 18.30
Milano tra arte e architettura, ELENA PONTIGGIA, NICOLETTA COLOMBO, ROBERTO DULIO. Storico dell’arte-Collezionista-Architetto

14 marzo 2019, ore 18.30
Abitare il design, UGO LA PIETRA, FLAMINIO GUALDONI. Architetto Designer-Storico dell’arte

21 marzo 2019, ore 18.30
Il desiderio della città, SILVANO PETROSINO, MAURO MAGATTI. Filosofo-Antropologo

28 marzo 2019, ore 18.30
Scene teatrali e architetture metropolitane, ITALO ROTA. Architetto

4 aprile 2019, ore 18.30
Il cuore sportivo di Milano, EVARISTO BECCALOSSI, GIOVANNI LODETTI, MAURIZIO CUCCHI. Calciatori-Poeta

18 aprile 2019, ore 18.30
Il bosco in città, STEFANO BOERI. Architetto

 

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URBANITA’ LIQUIDE


URBANITA’ LIQUIDE

a cura di Maurizio Cucchi
3 maggio – 23 giugno 2018

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L’ironia brillante, il gioco dei fiori, la plastica vistosità del corpo femminile e dei colori di Denise Orrù, ci invitano a un piacevole confronto, al conforto di un gioco accattivante e vivace, a fronte del passaggio di ombre e di classiche parvenze sottili, colte in movimento. Lacerazioni anonime di un realtà forse urbana in disfacimento o come in abbandono, tra muri, oggetti, finestre rese opache incontriamo nel rigore morale dei racconti di Enzo Montagna, mentre Adriana Danza ci stupisce con una immagine dove il colore e la materia si sfilacciano verso un alto verosimilmente irraggiungibile e oltre la parvenza fisica di un vuoto. La varietà, così energica, così a contrasto, delle fiere figure di Ermanno Poletti, dal Cristo alla tigre, ci conducono verso un ulteriore teatro dell’immaginazione che muove la nostra curiosità, la nostra utile, provvidenziale meraviglia, mentre le zone equoree, di Filippo Massaro agitano un mondo di umani e animali in vibrazioni grige e azzurre nella sfera terrestre, tra eleganza dei movimenti e dirompere o oscurarsi della natura in un composito blu cupo. In posizione opposta ecco invece Francesco Vanzaghi, con i suoi volti cupi o ambigui, realizzati in una millimetrica esattezza iperrealistica e in una specie di tripudio cromatico volutamente ingannevole. Colori forti sono anche quelli che ci propone, nella sua raffinatezza, Francesco Zavatta, nell’enegia affascinante e instabile dei suoi paesaggi, quasi scossi o spazzati da forti ondulazioni interne, o dello sguardo, o sismiche. E i bestioni di Iole Oliva? O quegli animaletti che sembrano poi riassunti in un labirintico territorio che li accoglie e annienta nella loro innocente presenza, nella vacuità dei loro occhi? Sembrano quasi immobilizzati, ripresi e stilizzati nelle forme di Letizia Taliani, come se in lei la vivacità animale si fosse fossilizzata nelle linee essenziali, materiche, di un remoto ricordo che pure continua ad agire nella coscienza. Racconti di delicate soste, di semplici affetti, umani e animali, leggiamo in Francesca Marzorati, che quasi ci invita a muovere la nostra immaginazione oltre la nitida superficie delle immagini per coglierne il seguito, il sottinteso, o il motivo che è all’origine di quelle scene, a tratti persino fiabesche. Le aleatorie forme di Massimo Barlettani, invece, o al contrario, sembrano volersi sottrarre a una precisa identificazione, affidandosi, in questo senso, solo all’evidenza del colore, anche se a volte non possono sottrarsi a una pur discreta riconoscibilità da parte di chi osserva. Commedie assurde, o metafisiche, allestisce Paolo Borile, come invitandoci a partecipare, a entrare in quelle vuote cornici, o a passeggiare e correre in quelle vastissime fughe di sale. Forse come l’apparizione inquadrata di quel bimbo sulla spiaggia in un contesto di alberi stecchi e gelati. Roberto Fontanella si muove invece affidandosi a un’esattezza geometrica di contrasti netti. Netti, sì, eppure sottilmente increspati, e dunque internamente, sebbene lievemente, scossi, indicandoci significati precisi, che toccherà all’interlocutore scegliere se prendere alla lettera o solo interpretare, liberamente. Le grandi e insieme sottili macchine di una realtà turbata di Valentina Ceci costituiscono infine un ultimo ambiente, cosparso di volatili scorie, un paesaggio che vorremmo anche noi percorrere, meglio conoscere, ma che forse sarà prudente evitare, come ci suggerisce la vista di quegli uccelli accanto a un volto (l’autrice?) che parrebbe rivolgersi con uno sguardo di beffarda sfida.

Maurizio Cucchi

 

LA CHIATTA DEI NAVIGLI

fino al 28 ottobre 2017

Mimmo Di Marzio, Giovanni Lo Presti, Daniela Montanari, Angelo Palazzini, Marina Previtali, Yoon Si Young

La Galleria Previtali apre la stagione 2017-18 con una mostra collettiva dedicata al tema dell’acqua. Il focus coinvolge i navigli che bagnano la città di Milano col loro carico di atmosfere esotiche, con la loro scia di sogni che stimolano le menti fervide e produttive, con la liquidità dei loro contenuti che tracimano in invasi solidi le idee di origine alchemica o progettuale. Arterie umorali del corpo cittadino che apportano linfa e ossigenano i centri creativi rimuovendone le tossicità dei pensieri oggettivati. Alla mostra partecipano alcuni degli artisti organici della galleria..

Lorenzo Valentino

Tutti al mare

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fino al 15 luglio 2017

Monica Anselmi  Davide Avogadro  Luigi Bianchini  Angelo Ciancaglini  Mimmo di Marzio  Giovanni Lo Presti  Anna Madia  Daniela Montanari  Marina Previtali  Yoon Si Young

La mostra vuole indagare la metropoli lombarda nei suoi aspetti stratificati e compositi, dalle forme icastiche fortemente improntate alla trasposizione, sul piano artistico, di una condizione di complessità legata alle problematiche della contemporaneità. Non solo quindi gli elementi geometrici e razionali dell’architettura urbana ma anche i caratteri non visibili della realtà simulata dietro i giochi di lucide apparenze. Un teatro di emozioni che mette in scena l’identità cittadina, nel segno profilato di effervescenza culturale, rilanciata artisticamente a livello internazionale. In questo frame di riferimento le diverse sensibilità pittoriche si confrontano evidenziando una visione prospettica della realtà che fa tesoro di un linguaggio polivalente nella composizione di un universo di significati socialmente condivisi.

Lorenzo Valentino

Ritratti della quotidianità

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19 gennaio – 25 marzo 2017

Yoon Si-Young riesce ad esplorare i moti dell’animo umano con un’accuratezza che non scade mai nell’iperrealismo fotografico ma si stempera in vibrazioni luminose di suggestione impressionista. Un vetro appannato posto tra lo spettatore e la scena raffigurata sulla superficie flettente del quadro discosta la realtà. E’ il lato onirico, emotivo, gestuale al quale l’artista non rinuncia. Un diaframma tra se e lo spettatore che riproduce la distanza tra mondi d’esperienza diversi ma congiunti da un’umanità culturalmente orientata alla condivisione di valori comuni.

La Milano raffigurata nelle tele di Marina Previtali è una città vissuta a livello di quotidianità lontana dallo sfarzo e dalle luci apparenti, presentata attraverso un gioco di chiaroscuri, intervallato da linee di colore, di tralicci e ponteggi dei cantieri, che sembrano colare sulle facciate dei palazzi in costruzione.
Il tutto è raccontato con l’uso di una pennellata pastosa, corposa e vibrante con la quale si costruiscono inquadrature taglienti che si spingono fino a evidenziare la profonda spiritualità che questi giganti di cemento, vetro e acciaio esprimono nella loro oggettiva rappresentazione.

Gli attimi di vita quotidiana intrappolati dall’artista napoletano Mimmo Di Marzio sono un esempio di rappresentazione psicologica del menage familiare metropolitano.
Pastose pennellate scure illuminate e schiarite da luce endogena risaltano la familiarità con i soggetti scelti; i corpi sono raffigurati morbidi e carnosi restituendo il disegno e le forme della terza maniera vasariana. L’artista dipinge scene di vita quotidiana cogliendole nei momenti di domestica intimità.

Nelle opere di Guido Lodigiani troviamo infine, sentimenti, emozioni, sogni, aspirazioni, paure. Sono queste a dare potenza al corpo, raccontato per piani scivolanti l’uno sull’altro, colto nell’attimo perfetto di un passo di danza, di un gesto estremizzato o al culmine dell’atto d’amore. L’epidermide sembra staccarsi, sfuggire alla costrizione della materia e lasciare intravedere così qualcosa di interiore e potentissimo che fino a un momento prima potevamo solo accontentarci di intuire. Possiamo chiamarlo anima, spirito, divinità, ma quello che l’artista vuole che non dimentichiamo è la sua radice terrena. Il suo essere al tempo stesso purezza ma anche carne e sangue. Qualcosa che non esisterebbe se non esistesse il corpo, quel preciso corpo, con il suo bagaglio unico di sentimenti e sensazioni.

Scacchiera d’autunno

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10 novembre – 22 dicembre 2016

La realtà sembra farsi d’improvviso netta, geometrica, scandita dal segno esatto di innumerevoli ramificazioni. Ma questi percorsi, così articolati, e in fin dei conti nitidissimi, sono quasi invariabilmente asciutti, spogli, ciechi come misteriose silhouttes vegetali che accompagnano il gioco, il racconto ambiguo, il piatto eppure surreale intrecciarsi di immagini in superfici cromatiche indefinibili. La vita vi appare scarsa come una foglia, o come un movimento di proiezioni spettrali, pur nell’evidenza squillante dei colori.

L’artista introduce sulla scena delicate figure umane senza fisionomia, in osservazione o attesa, in una realtà che sposta sullo sfondo, tenuta dunque a prudenziale distanza, una dimensione urbana solo accesa da luci notturne. Ed è come se la narrazione d’insieme delle varie tavole fosse sospesa, galleggiante tra ombre e fantasmi di un raffinato meccanismo psichico, dove si sovrappongono le pedine, i passaggi a vuoto e l’azzardo quasi infantile e ironico di una strana partita.

Poi, però, interviene anche il sospetto di qualcosa di incombente, di minaccioso o sinistro, sempre in agguato, come quella figura cupa e infagottata, che se ne va di spalle da un parco o da un giardino, carica di qualcosa, reggendo neri sacchi, come in un racconto fiabesco, dove tensioni simili all’incubo vengono sempre a increspare o a fendere verticalmente la quieta, calda e colorata natura elementare del reale, dell’umana nostra esperienza.

Maurizio Cucchi

Milano. Quartieri di poesia

Milano.Quartieri di poesia

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Il libro “Quartieri di poesia”, ed. Meravigli, nasce dall’idea di dare voce ad una pluralità di esperienze poetiche collocate spazialmente nei diversi quartieri della città di Milano, dai quali gli autori hanno ricevuto stimoli, per la loro vita quotidiana ma anche per la loro scrittura. Questo è il senso della preziosa raccolta di testi (in prosa), nata dalla rassegna “Quartieri di poesia” organizzata dalla Galleria Previtali. Raccontare Milano all’Urban Center, sotto la Galleria Vittorio Emanuele II, in presenza di un’artista, come Marina Previtali, che alla città ha dedicato molte sue opere, non può che rappresentare un momento di ulteriore riflessione sui caratteri più autentici di una città piuttosto schiva nell’offrirsi. Per l’occasione l’artista inaugura una personale con 20 opere monografiche sui diversi quartieri della città. I giornalisti Isabella Bossi Fedrigotti (Corriere della Sera) e Piero Colaprico (La Repubblica) intervistano gli autori Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Fabrizio Bernini, Vivian Lamarque, Lucrezia Lerro, Giancarlo Majorino, Gianpiero Neri, Alberto Pellegatta, Claudio Recalcati, Tiziano Rossi, Mario Santagostini, Patrizia Valduga. La serata è allietata dalla partecipazione dell’attore e chansonnier Roberto Brivio.

Lorenzo Valentino

 

 

LA CALENDA MILANESE

 

Collettiva maggio 16 x sito

La mostra vuole indagare la metropoli lombarda nella sua complessità attraverso la visione critica di personalità artistiche che hanno subito il fascino della sua bellezza, che ne abitano la dimensione autentica oltre che personale, rappresentandone, con sensibilità estremamente realistica, le ansie, le ambizioni nascoste e le sue forme caotiche.

La pennellata di Francesco Stile come un bisturi penetra la realtà regalandoci un terzo occhio, capace di guardare dentro le cose, di udirne il respiro segreto, siano esse agrumi spaccati di cui si potrebbe giurare di avvertire il profumo persistente o anche bicchieri, sulle cui curve cristalline la luce gioca come dita su una tastiera, creando una sinfonia di riflessi. In questo spazio di quotidiana irrealtà, abbagliate da una luce potente che ne incide le forme, le nature morte diventano icone metafisiche, archetipi di una bellezza fatta di perfette imperfezioni.

I tratti inconfondibili di Falsini, una pioggia di sciabolate  veloci e decise, quasi impressioniste, raccontano il cielo greve,  giallo di polveri sottili, le facciate ingrigite dei palazzi di città, lo sfregio incongruente dei pannelli pubblicitari luminosi e le facce della gente, affaticate, distanti. I suoi ritratti di famiglia poi –  gruppi di nonni e nipoti con il sorriso rigido e lo sguardo fisso dentro l’obiettivo – incantano per la spietata resa psicologica.

Monica Anselmi lavora per aggiunte e sottrazioni. I suoi quadri  rispecchiano la vicenda emotiva di uno spirito ricco e inquieto,  affascinante e contraddittorio, mai definitivamente appagato e in  costante lotta con se stesso. Sono opere sofferte, da guardare  lentamente e da conquistare palmo a palmo, sulle quali si incontrano –  e si scontrano – elementi pop e suggestioni dal Nouveau Réalisme,  icone classiche e gesti rubati al graffitismo metropolitano, immagini  di realismo fotografico e abbozzi incerti, volutamente non finiti. La figura femminile emerge come un’icona dalla bellezza spesso graffiata,  o negata da un improvviso colpo di pennello, quasi a simboleggiare una  femminilità in bilico – proprio come sta accadendo oggi – tra  emancipazione e tragico ritorno al ruolo di bambola senza dignità.

I lavori di Si-Young esplorano i moti dell’animo umano con un’accuratezza che non scade mai nell’iperrealismo fotografico ma si stempera in vibrazioni luminose di suggestione impressionista. La realtà è disallontanata da un vetro appannato posto tra lo spettatore e la scena raffigurata sulla superficie flettente del quadro. Un effetto visivo estremamente realistico che l’artista ottiene ricoprendo la tela con una leggera patina di acrilico bianco diluito in acqua che si rapprende in piccole gocce. E’ il lato onirico, emotivo, gestuale al quale l’artista non rinuncia. Un diaframma tra se e lo spettatore che riproduce la distanza tra mondi d’esperienza diversi ma congiunti da un’umanità culturalmente orientata alla condivisione di valori comuni.

La Milano raffigurata nelle tele di Marina Previtali non è quella glamour dei caffè del centro o delle vetrine scintillanti ma una città più quotidiana presentata attraverso un gioco di chiaroscuri, intervallato da righe di colore, di tralicci e ponteggi dei cantieri, che sembrano colare sulle facciate dei palazzi in costruzione. Marina, attraverso le sue opere, sembra fare una dichiarazione d’amore alla sua città, mostrandoci con sentimento ottimistico la crescita metropolitana a cui il capoluogo lombardo si prepara in vista dell’Expo 2015. Sulle tele si stagliano le nuove e imponenti costruzioni, le nuove aree delle Varesine e Porta Nuova incorniciate dai cantieri illuminati da caldi tramonti e i luoghi ricchi di storia; il Pirellone e la Torre Velasca perno di un equilibrio ritrovato all’interno del caos cittadino. Il tutto è raccontato con l’uso di una pennellata pastosa, corposa e vibrante con la quale si costruiscono inquadrature taglienti che si spingono fino a evidenziare la profonda spiritualità che questi giganti di cemento, vetro e acciaio esprimono nella loro oggettiva rappresentazione.

Lo Presti ama rappresentare il reale con rigore apollineo, di lucida connotazione fotografica, evidenziando caratteri e sensazioni nascoste sotto la superficie parlante del corpo metropolitano. Recupera la dimensione di quotidianità e la proietta in una sfera più profonda, i cui drammi sono evidenziati da una morbosa attenzione ai dettagli. Sposta la rappresentazione dal campo del racconto psicologico ad una sfera di surreale concettualità.

 

MARZO 2016. Gli artisti della galleria

Daniele Cestari, Andrea Chiesi, Mimmo di Marzio, Guido Lodigiani,                Giovanni Lo Presti, Marina Previtali, Ugo Riva, Yoon Si-Young.

 

 

D. Cestari, "La nube solitaria fugge", olio su tela, 2015
D. Cestari, “La nube solitaria fugge”, olio su tela, 2015

 

La mostra “MARZO 2016” tutta orientata sul figurativo, anche se di variata fisionomia espressiva, si riferisce alla decisione di rappresentare in un simbolo della città, liberamente scelto dalle sensibilità artistiche degli autori presenti in mostra,  gli aspetti molteplici della metropoli.  Le tele di Cestari raccontano gl’informi profili di grattacieli con partiture di finestre soffocate da una nebbia densa e bituminosa; la Milano di Chiesi si gioca lungo direttive di silenziose geometrie dal sapore tipicamente sironiano; quelle di Marina Previtali sviluppano invece, un sensitivo paesaggismo dallo sguardo lungo, velato di lirismo malinconico; Yoon Si-Young ci parla di una città liquida e tenebrosa sempre mediata da un diaframma costruito ad arte per rendere l’osservazione emotivamente partecipata. Gli interni di vita quotidiana dell’artista napoletano Di Marzio, marea montante stagliata su un cielo minaccioso, sono un esempio di rappresentazione psicologica del menage familiare metropolitano; le sculture di Guido Lodigiani esprimono, attraverso il corpo modellato, una rievocazione delle grandi forme e iconografie tradizionali con una propria originale drammatica asprezza; Giovanni Lo Presti ama rappresentare il reale con rigore apollineo, di lucida connotazione fotografica, evidenziando caratteri e sensazioni nascoste sotto la superficie parlante del corpo metropolitano. Nella scultura Ugo Riva fa della città un ammasso di rovine, in un teatrino antico dal sapore poetico. Un senso di precarietà e di fuga caratterizza la mostra nel suo insieme la cui poetica è fortemente condizionata dallo smarrimento e dall’assenza, preludio di un ritorno nostalgico alla pienezza del passato.

Lorenzo Valentino

 

LA CITTA’ EXPOSTA

8 ottobre 2015 – 20 gennaio 2016 a cura di A. Redaelli

L’Esposizione Universale del 2015 è stata un’esperienza organizzata attorno ai principi cardine della tolleranza e della differenza. Questo avvenimento ha modificato sensibilmente i modi di pensare l’opera dell’uomo in rapporto a un sistema ecosostenibile di relazioni socio-culturali.
Un gruppo di pittori e scultori, qualificati per esperienza e sensibilità artistiche internazionali, è stato chiamato ad interrogarsi sugli scenari possibili del dopo EXPO. Ne è nata una mostra dai caratteri fortemente connotativi, incentrata sui temi futuribili delle contraddizioni aperte, dell’accesso diseguale e delle grammatiche di condivisione. La sua lettura d’insieme, aperta alla ricerca rigenerativa, ha fatto del molteplice l’aggiunta indeterminata a un capitale di risorse oggettivato in un corpo di immagini; un progetto che giustifica la creazione originale dell’opera d’arte e trasforma il reale a partire dalle risposte che la voce della coscienza artistica è chiamata a restituire nella costruzione valoriale del mondo.
Lorenzo Valentino

Degustazione di prodotti tipici salentini a cura dall’azienda Salento cuore sapore

 

 

 Milano il giorno dopo. E’ questo il senso di una mostra che apre le porte proprio mentre stanno per spegnersi le luci su Expo e su tutto quello che l’evento ha significato per la metropoli.
Sedici artisti si interrogano su ciò che verrà dopo: dopo la folla sciamante per la città, dopo la sensazione inebriante di trovarsi esattamente al centro del mondo. Quello che ne esce è un quadro intenso e vagamente malinconico, un canto a più voci pervaso di nostalgia. Ecco i grattacieli di Cestari, partiture di finestre soffocate da una nebbia densa, la Torre Velasca di Buratti, come una sentinella davanti a un cielo grumoso, quasi solido, e poi una Porta Nuova abbandonata e dimenticata, resa da Previtali come un relitto. Ecco la Milano di Lombardi, gioco di silenziose geometrie di sapore sironiano, e quella notturna e infuocata di Si-Young. E mentre Bacter narra in toni fumettistici un cupo futuro, Lo Presti ci regala l’immagine nitida e struggente di uno scorcio specchiato in una pozzanghera. E ancora la folla di Satta, alla disperata ricerca di qualcosa che non raggiungerà mai, e quella di Di Marzio, marea montante stagliata su un cielo minaccioso; lo stesso cielo che nel lavoro di Faini e di Quinzi sembra invadere tutto lo spazio. Se nella scultura di Lodigiani l’uomo pare volersi riappropriare degli spazi della città, Riva della città fa rovine, in un teatrino di sapore antico. La speranza è affidata a poche voci: quella di Chiesi, che tenta una redenzione, trovando affinità tra il progetto architettonico e la purezza della natura, quella di Trecchi, il cui cantiere, illuminato da una luce pulitissima, parla di un futuro tutto da ripensare, e quella di Martinez, dove la speranza in un domani migliore prende la forma di un bambino, che vola in bicicletta sopra i tetti della città.

Alessandra Redaelli